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martedì 5 gennaio 2016

Credi davvero che un neonato può salvare la tua vita?

Don Antonello Iapicca              | Takamatsu



In questa festa dell’Epifania esplode la gioia. Giunti al culmine del Tempo di Natale arriviamo anche allo zenit della gioia. Pregustata dai pastori la gioia diventa per i Magi “estremamente grande”. Perché?
Fateci caso, essi gioiscono per aver visto di nuovo la stella. Non sono ancora entrati nella casa dove si trovava il Bambino con Giuseppe e Maria. La gioia è dunque precedente all’incontro con Gesù.
Come? Vuoi dire che si può sperimentare una gioia grandissima anche senza vedere Gesù? Sì, e no… Per comprendere dobbiamo metterci ancora una volta sotto la Parola perché ci dica la verità. Se non riusciamo a situarci nel vangelo forse ci commuoveremo, ma non ci sposteremo di un centimetro.
Ogni particolare delle liturgie di Avvento e Natale, ogni Parola proclamata, ogni segno, compreso quello del presepe ci mostra l’Incarnazione come l’umiliazione di Dio.
Abbiamo avuto in questi giorni dinanzi agli occhi un Dio Bambino, dolce, tenero, ma piccolo, debole, fragile, bisognoso di tutto. Un Dio che, sin dall’inizio, ha scelto l’ultimo posto.
Quello che tu ed io non sopportiamo. Sii sincero, credi davvero che un neonato può salvare la tua vita? Al netto del sentimentalismo, intendo. Al netto di risposte da manuale e da catechismo, di quelle che partono in automatico e dicono: certo, l’umiltà, la semplicità, la piccolezza, la povertà, è così che

Dinanzi al Re Bambino apriamo i nostri scrigni e deponiamo tutto, anche i peccati

Don Antonello Iapicca                     | Takamatsu          




I Magi hanno visto la sua stella. Molte stelle illuminano il Cielo, molti uomini lo hanno scrutato cercando cammini buoni e giusti. Molti ma solo questi Magi hanno visto la sua stella. L’inquietudine del cuore, l’insoddisfazione, il desiderio e la speranza animava i loro cuori; forse per questo hanno potuto scorgere lo “spuntare” della sua stella. L’oro e le ricchezze non bastavano a farli felici. L’incenso della gloria non li saziava. La mirra ne denunciava il destino ultimo comune ad ogni uomo. E si sono messi in cammino, alla luce della sua stella.
I Magi sono immagine di ciascuno di noi oggi, affannati, con le feste natalizie ormai alle spalle, e il lavoro da ricominciare, la scuola che aspetta, i giorni da inanellare alla ricerca della felicità. I Magi hanno ricevuto una Grazia unica. I loro occhi hanno potuto riconoscere la sua stella. Tra milioni, una. Quante stelle brillano e non illuminano. Quante stelle davanti ai nostri occhi, a segnare oroscopi e cammini illusori. Ma tra tante una brilla in modo diverso. E’ la Parola, la luce che nella tradizione rabbinica e dei targum ha presieduto alla creazione, e poi all’esodo, e infine segnerà l’avvento del Messia. La luce della Parola che si fa carne. L’unica stella, la sua, che opera ciò che annuncia.
L’opera di questa Parola, la luce fatta stella, è un bambino. Un Dio bambino, l’ultimo di questa terra,

lunedì 4 gennaio 2016

«Un'ora di guardia»: mobilitazione di preghiera contro l'approvazione del ddl sulle unioni civili

«Un'ora di guardia»: mobilitazione di preghiera contro l'approvazione del ddl sulle unioni civili«Il Disegno di legge sulle cosiddette unioni civili arriverà in Aula al Senato il 26 gennaio, dopo mesi di braccio di ferro all'interno della Commissione Giustizia, dopo il rinvio ottenuto grazie alla resistenza di piazza, culturale e politica portata avanti negli ultimi mesi da tanti singoli e associazioni, ma come cattolici possiamo e dobbiamo fare di più.

Sappiamo che questa non è una semplice lotta politica, è una battaglia escatologica delle forze del Bene contro quelle del Male “La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” ecco perché occorre che ci prepariamo per combattere insieme e combattere in ginocchio.

Ci sia da esempio quanto accaduto da poco nella vicina Slovenia, che con il referendum abrogativo di domenica 20 dicembre 2015 ha cancellato la legge approvata solo lo scorso marzo che regolava l'istituto della famiglia nel Paese e che ammetteva appunto matrimoni e adozioni di coppie dello

L’inno alla vita di Birk

di Andrea Lavelli                                     31-12-2015
Matt Birk, campione pro-life del football americanoMatt Birk, campione di football che non ha esitato a definirsi cattolico e pro life davanti a tutta la Nazione fino al punto di rifiutare di incontrare il presidente Barak Obama per il suo supporto all’industria dell’aborto, sarà tra gli speaker della prossima March for Life di Washington. È già iniziato infatti il conto alla rovescia per la data del 22 gennaio quando centinaia di migliaia di persone marceranno per le vie di Washington Dc per chiedere il rispetto della vita umana e l’abolizione della sentenza che dal 1973 ha reso legale l’uccisione di 57 milioni di bambini non nati.
Gigante di 1 metro e 93 centimetri e 140 chili, Birk può vantare 15 anni di notevole carriera nella Nfl – la massima divisione professionistica del football americano – culminata con la vittoria del Super Bowl nel 2013 come centro per i Baltimore Ravens. Per tradizione la squadra vincitrice del trofeo nazionale si reca in visita alla Casa bianca per ricevere i complimenti del Presidente. Vincere il Super Bowl ed essere onorati dal presidente in persona: il sogno nel cassetto di qualsiasi ragazzo americano. Birk, però, nel 2013 sconvolse tutti rifiutandosi di unirsi alla squadra diretta a Washington per rendere omaggio a Barack Obama: «Ho un grande rispetto per la carica di Presidente degli Stati Uniti, ma qualche settimana fa il nostro presidente in un discorso ha detto “Dio benedica Planned Parenthood”», ha spiegato Birk ai media ricordando il discorso tenuto da Obama a un evento organizzato

sabato 2 gennaio 2016

Quando si scatena l’odio contro il Natale e i cattolici

di Gianfranco Amato                            02-01-2016
Il presepe di Pitelli dove è stata rapita la statuetta di Gesù BambinoMotus in fine velocior. Questa espressione aristotelica, con cui si usa indicare l’intensificarsi di un’azione verso la sua fine, rende perfettamente l’idea di ciò che sta avvenendo nell’attuale fase di decadimento della nostra società, e della crescente deriva cristianofobica.  Assistiamo, infatti, ad un’accelerazione finale della parabola discendente che non può non preoccupare. Quattro notizie giunte nell’arco di settantadue ore, dal 29 al 31 dicembre 2015, costituiscono un’ottima conferma di quanto asserisco. Restiamo in Italia. Giunge la strabiliante notizia che da piazza Navona di Roma sono spariti i presepi e le tradizionali bancarelle di dolciumi che hanno tradizionalmente caratterizzato quel luogo storico per tutto il periodo natalizio fino all’Epifania. Al loro posto i bambini romani quest’anno hanno trovato bancarelle “laiche”, di varie organizzazioni onlus come la Croce Rossa, la mezzaluna islamica, Emergency, l’Unicef, Greenpeace e, dulcis in fundo, il Gay Center. Possiamo immaginare il tripudio di felicità dei bimbi romani. Anche nell’Urbe, quindi, trionfo del più becero politically correct, a discapito della tradizione e della cultura cristiana.
Sempre in Italia, nell’arco di tempo di quelle fatidiche settantadue ore che concludono il 2015, si registra un

Mattarella e Renzi, due cristiani laicizzati

di Robi Ronza                                        02-01-2016
Matteo Renzi e Sergio MattarellaCon Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica e con Matteo Renzi alla presidenza del Consiglio (e insieme al vertice dell’attuale partito di maggioranza relativa, primo erede del Pci),  il cosiddetto cattolicesimo-sociale, a suo tempo organizzato nelle varie correnti della sinistra democristiana, presidia entrambi i culmini del potere politico del nostro Paese. Anche se per ragioni anagrafiche non ha fatto in tempo a essere democristiano, di un certo ambiente della sinistra Dc fiorentina Renzi è senza dubbio un erede evidente e consapevole. Diventa perciò di immediato interesse soffermarsi su questo tipo di cultura politica (ma non solo) per meglio comprendere i motivi del suo successo e dell’accoglienza che ha trovato a trova nell’ordine costituito del nostro tempo.
Discorsi o conferenze stampa (come avviene in questi casi) di una certa lunghezza, accessibili per intero e non rimontati

venerdì 1 gennaio 2016

Questo discorso di Papa Francesco è l'augurio per ognuno di noi!!!!!!!


"Puoi aver difetti, essere ansioso e vivere qualche volta irritato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande azienda al mondo. Solo tu puoi impedirle che vada in declino.In molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano.Mi piacerebbe che ricordassi che essere felice, non è avere un cielo senza tempeste, una strada senza incidenti stradali, lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.
Essere felic...i è trovare forza nel perdono, speranza nelle battaglie, sicurezza sul palcoscenico della paura, amore nei disaccordi.
Essere felici non è solo apprezzare il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma apprendere lezioni dai fallimenti. Non è solo sentirsi allegri con gli applausi, ma essere allegri nell'anonimato.Essere felici è riconoscere che vale la pena vivere la vita, nonostante tutte le sfide, incomprensioni e periodi di crisi.Essere felici non è una fatalità del destino, ma una conquista per coloro che sono in grado viaggiare dentro il proprio essere.
Essere felici è smettere di sentirsi vittima dei problemi e diventare attore della propria storia.È attraversare deserti fuori di sé, ma essere in grado di trovare un'oasi nei recessi della nostra anima.
È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici non è avere paura dei propri sentimenti.
È saper parlare di sé.
È aver coraggio per ascoltare un "No".
È sentirsi sicuri nel ricevere una critica, anche se ingiusta.
È baciare i figli, coccolare i genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche se ci feriscono.
Essere felici è lasciar vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice.
È aver la maturità per poter dire: “Mi sono sbagliato”.
È avere il coraggio di dire: “Perdonami”.
È avere la sensibilità per esprimere: “Ho bisogno di te”.
È avere la capacità di dire: “Ti amo”.
Che la tua vita diventi un giardino di opportunità per essere felice ...
Che nelle tue primavere sii amante della gioia.
Che nei tuoi inverni sii amico della saggezza.
E che quando sbagli strada, inizi tutto daccapo.
Poiché così sarai più appassionato per la vita.
E scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta.Ma usare le lacrime per irrigare la tolleranza.
Utilizzare le perdite per affinare la pazienza.
Utilizzare gli errori per scolpire la serenità.
Utilizzare il dolore per lapidare il piacere.
Utilizzare gli ostacoli per aprire le finestre dell'intelligenza.
Non mollare mai ....
Non rinunciare mai alle persone che ami.
Non rinunciare mai alla felicità, poiché la vita è uno spettacolo incredibile!"
FELICE 2016 !!!!!!!!!!!