
Fateci caso, essi gioiscono per aver visto di nuovo la stella. Non sono ancora entrati nella casa dove si trovava il Bambino con Giuseppe e Maria. La gioia è dunque precedente all’incontro con Gesù.
Come? Vuoi dire che si può sperimentare una gioia grandissima anche senza vedere Gesù? Sì, e no… Per comprendere dobbiamo metterci ancora una volta sotto la Parola perché ci dica la verità. Se non riusciamo a situarci nel vangelo forse ci commuoveremo, ma non ci sposteremo di un centimetro.
Ogni particolare delle liturgie di Avvento e Natale, ogni Parola proclamata, ogni segno, compreso quello del presepe ci mostra l’Incarnazione come l’umiliazione di Dio.
Abbiamo avuto in questi giorni dinanzi agli occhi un Dio Bambino, dolce, tenero, ma piccolo, debole, fragile, bisognoso di tutto. Un Dio che, sin dall’inizio, ha scelto l’ultimo posto.
Quello che tu ed io non sopportiamo. Sii sincero, credi davvero che un neonato può salvare la tua vita? Al netto del sentimentalismo, intendo. Al netto di risposte da manuale e da catechismo, di quelle che partono in automatico e dicono: certo, l’umiltà, la semplicità, la piccolezza, la povertà, è così che
