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giovedì 21 luglio 2016

Famiglia e matrimonio: la Corte Costituzionale rumena dice SÌ

I Rumeni attendevano con ansia il pronunciamento della Corte Costituzionale sul matrimonio e la famiglia.
matrimonio_matrimonio gay_Erano state raccolte in pochissimo tempo qualcosa come 3 milioni di firme (il sestuplo di quanto richiesto dalla normativa) per modificare la costituzione del Paese in modo che fosse protetta inequivocabilmente la famiglia fondata sul vero matrimonio, il matrimonio tra un uomo e una donna, e non qualsiasi altro tipo di convivenza.

Così si fonda la famiglia vera, quella naturale.
Finalmente la Corte  si è pronunciata e ha dichiarato la modifica  ammissibile. Ora la questione torna in Parlamento dove continua l’iter previsto perché si completi la modifica costituzionale.
Ci complimentiamo con l’associazione romena Coalitia Pentru Familie, La Coalizione per la Famiglia, un’organizzazione che comprende decine di associazioni che promuovono i valori della famiglia. Il Comitato che ha raccolto le firme è composto di 16 membri e comprende artisti, imprenditori, giornalisti, operatori sanitari e membri delle principali chiese in Romania: ortodossa, romano-cattolica, cattolica di rito orientale, battista e pentacostale.
La proposta di modifica costituzionale era stata depositata al Senato rumeno lunedì 23 maggio.
La nuova formulazione  per l’articolo 48, par. 1 della Costituzione recita: «La famiglia è l’unione

mercoledì 20 luglio 2016

Mattarella giudice sulla sentenza pro stepchild

di Andrea Zambrano   20-07-2016Il presidente della Repubblica Mattarella“E’ l’ultima carta utile per fermare la stepchild adoption per via giudiziale”. I 36 senatori che hanno scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ne sono convinti. Dopo gli ultimi pronunciamenti di giudici sull’adozione di bambini per le coppie omosessuali, solo un intervento del Capo dello Stato, nella sua prerogativa di presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, potrebbe fermare la deriva che sta sdoganando il nuovo istituto che aprirebbe le porte all’utero in affitto, ma che non è stato inserito nella legge Cirinnà-Renzi-Alfano.
E’ questo l’obiettivo di fondo con il quale un gruppo di senatori di sei gruppi parlamentari (tutti ad eccezione di 5 stelle, Pd e Sel) ha deciso di chiedere l’intervento del Capo dello Stato per denunciare il mancato rispetto delle leggi. La questione è di procedura, ma evidenzia una forzatura dell’ordinamento giuridico e una evidente spaccatura tra la Procura generale della Repubblica e la Corte di Cassazione.
In sostanza: quando il Ministero degli Interni e le procure competenti hanno sottoposto il ricorso su recenti pronunciamenti di tribunali in merito all’adozione di figli per coppie omosessuali, a rispondere non doveva essere la prima sezione della Cassazione, bensì le Sezioni Unite.
E’ un passaggio non da poco, perché per tutte le questioni importanti e decisive che riguardano leggi

lunedì 21 marzo 2016

Lejeune: «Tutti si leveranno contro di voi, che difendete la vita e la famiglia. Non abbiate paura!»

«Non abbiate paura!». È questo l’appello di speranza che il genetista Jérôme Lejeune rivolge a tutti coloro che s’impegnano in difesa della Famiglia e della Vita.

La paura, lo scoraggiamento, la tentazione di mollare tutto… sono sentimenti normali, che prima o poi toccano tutti. E ancora di più nel contesto attuale, nel quale chi sostiene la Famiglia e la Vita vede il continuo moltiplicarsi di fronti su cui combattere e l’aumentare degli schieramenti contrari.

Di fronte a tutto questo fa bene all’anima ascoltare le parole, quasi profetiche, pronunciate con volto sereno Jérôme Lejeune.
Il fondatore della genetica moderna – nato nel 1926 a Montrouge sur Seine e morto alla vigilia di Pasqua del 1994 – nell’agosto del 1958 scoprì l’esistenza, nei pazienti affetti da sindrome di Down, di un quarantasettesimo cromosoma. Cromosoma che morfologicamente è identico agli elementi del ventunesimo paio: ecco perché  lo studioso propose di chiamare la tale sindrome “trisomia 21”.

La scoperta – comunicata al mondo insieme al professor Turpin e a Marthe Guatier nel 1959 – era rivoluzionaria. Non ebbe solamente importanti ricadute sul piano sociale, ma contribuì anche ad infondere nella gente la speranza circa possibili terapie utili a curare la malattia.
Nei dieci anni successivi l’identificazione genetica della sindrome di Down, Jérôme Lejeune ricevette

venerdì 18 marzo 2016

Precipitati nell'orgoglio possiamo risalire con Cristo nel Cielo dei figli di Dio

C'è un "luogo" dove "credere" in Gesù, perché in esso vi "si ferma", e lo si può incontrare e conoscere:  l'annuncio, la predicazione, l'evangelizzazione. E' il "luogo dove prima Giovanni battezzava", dove il fiume Giordano sta per gettarsi nel Mar Morto, il punto più basso della superficie terrestre, il luogo dell'annientamento di Gesù. Qui il Signore si è umiliato sino a discendere al luogo del nostro cuore più lontano dal Cielo e da Dio, per aprirlo all'ascolto, annunciare la Parola di Vita e far risplendere la compiacenza del Padre in ciascun uomo. Il contrario assoluto dei luoghi dove prospera il clericalismo, dove pontificano ipocritamente gli pseudo-religiosi, i legalisti, i moralisti, quelli che, in nome della "vostra Legge", lasciano fuori Cristo nei piccoli, nei poveri, nei peccatori. Cioè noi, a casa e ovunque. Ma Dio si è fatto come me e come te per annullare la distanza che ci separava da Lui: il demonio vuol rovesciare la volontà di Dio e spingere perversamente l'uomo a recitare il ruolo di protagonista riservato a Dio. La frustrazione che sperimenta chi crede all'inganno del demonio, arma i cuori e le mani per uccidere la falsa immagine di Dio che esso ha presentato; ma così, finisce per distruggere se stesso nell'inferno dell'alienazione, e diventa incapace di vivere la storia con pace e gratitudine. Non sono le opere, i miracoli a decretare, in ultima istanza, la sua morte. Le pietre sono preparate per la sua parola

giovedì 17 marzo 2016

Precipitati nell'orgoglio possiamo risalire con Cristo nel Cielo dei figli di Dio

di Andrea Zambrano                                      17-03-2016
L'economista Ettore Gotti tedeschiCaustico, ma rigoroso. L'economista Ettore Gotti Tedeschi ha appena dato alle stampe “Un mestiere del diavolo” (scritto con Paolo Gambi per l’editore Giubilei Regnani). Già parlare del diavolo in questa confusa contemporaneità è cosa assai impopolare. Peggio ancora se al principe delle tenebre si attribuisce una prerogativa sostanzialmente umana: quella della pensione. Eh sì, perché secondo l’ex presidente dello Ior, che da molti anni ormai si interroga con curiosità e competenza sulla crisi morale e di fede dell'umanità, ormai a Satana non resta un gran lavoro perché il grosso del suo sforzo, quello di perdere le anime, lo ha già fatto. Gotti Tedeschi lo chiama il grande pensionato e in questo libro intervista non esita a individuare i campi in cui la mano potente dell’angelo ribelle è intervenuta per distruggere e confondere le acque con ricadute sociali devastanti. La Bussola lo ha intervistato.
Professore, il tema centrale del libro è il demonio e l’influsso che questi ha avuto sulla nostra società. Allora esiste “ancora”?
Non solo esiste “ancora”, ma  il suo influsso è talmente potente da riuscire a confondere la sua esistenza, facendo “razionalmente”  pensare che non esiste né lui, né il peccato. Pertanto la confessione è inutile. E’ così che cresce il “riscaldamento globale”, quello vero…
Chi sono stati i suoi alleati?
Tutti coloro che sono stati confusi dalla gnosi (la conoscenza che l’angelo ribelle propose ai progenitori in alternativa alla obbedienza al Creatore), perciò soprattutto gli eretici. Poi oggi, di conseguenza, sono suoi alleati, consapevoli o no, i preti

mercoledì 16 marzo 2016

Richard Page, magistrato inglese, rimosso perché contrario ad affidare bambini a coppie LGBT

Richard Page, magistrato inglese, rimosso perché contrario ad affidare bambini a coppie LGBTL'Observatory on intolerance and discrimination against Christians in Europe ha pubblicato la storia di Richard Page, un magistrato di 69 anni del Kent, che è stato rimosso dal suo ufficio dal Lord Cancelliere perché aveva espresso, in un’intervista alla BBC, la sua personale convinzione secondo cui non c’è abbastanza evidenza sul fatto che affidare i bambini alle coppie dello stesso sesso è nel loro miglior interesse.   
Page ha svolto i compiti di magistrato per 15 anni, ed è un genitore adottivo. Nell’intervista aveva detto: “La mia responsabilità come magistrato, come la vedevo, era di fare ciò che consideravo meglio per i bambini, e la mia sensazione quindi era che sarebbe meglio se i genitori adottivi fossero un uomo e una donna”.  
Una commissione disciplinare ha compiuto un’inchiesta e la conclusione è stata la rimozione. Un portavoce della Commissione ha detto che l’intervista avrebbe condotto a pensare che il magistrato “aveva un pregiudizio nei confronti dei genitori adottivi dello stesso sesso”.  
Nel 2014 il giudici Page era stato rimproverato perché dopo aver partecipato alle udienze per un caso di adozione, in cui non poteva essere d’accordo con i suoi colleghi sul fatto che dare un bambino a

martedì 15 marzo 2016

Se in Europa spira un vento nuovo


 di Mario Adinolfi
In principio fu il voto del 17 dicembre 2015 all'Europarlamento che ha dichiarato illegittima sul territorio dei ventotto paesi dell'Unione la pratica dell'utero in affitto definita "contraria alla dignità umana della donna, il cui corpo e le cui funzioni riproduttive sono utilizzati come delle merci". Poi sono arrivate vittorie importanti di natura politica: dall'Irlanda alle amministrative in Germania di domenica scorsa, lo status quo sembra essere pronto ad essere fracassato, i vecchi equilibri non reggono più. In Slovenia vince il referendum contro il matrimonio gay, in Francia il femminismo internazionale si ritrova per firmare un documento unitario contro la maternità surrogata che ne richiede la messa al bando a livello planetario, Polonia e paesi baltici più Slovacchia, Bulgaria e Romania continuano a resistere alle lobby lgbt che chiedono leggi a loro favorevoli. In questo quadro si comprende perché il Consiglio d'Europa ha respinto la relazione che voleva legittimare la pratica dell'utero in affitto ieri a Parigi. Un voto importantissimo che non si comprende se non si descrive il quadro che ha condotto al voto stesso e se non lo si iscrive in una serie di passaggi che fanno comprendere che in Europa si è alzato e spira un vento nuovo.
Quella del 15 marzo 2016 è stata una giornata drammaticamente importante, per l'Europa e per noi

Perù, 750.000 in Marcia per la Vita. Cipriani: l'aborto è un assassinio, non faremo la fine dell'Europa

Perù, 750.000 in Marcia per la Vita. Cipriani: l'aborto è un assassinio, non faremo la fine dell'EuropaIn Perù, a Lima, si è tenuta sabato scorso la Marcia per la Vita che ha visto la partecipazione di più di 750.000 persone.
L'arcivescovo di Lima, il cardinale Cipriani, ha chiuso la manifestazione riaffermando la ferma condanna dell'aborto e l'impegno della Chiesa peruviana in difesa dei diritti dei nascituri.

«Non possiamo permettere che l'aborto sia propagandato come un diritto, non è un diritto, è un assassinio!» ha detto Cipriani nel suo intervento, chiedendo allo stesso tempo preghiere per quelle donne che hanno abortito. Perché «per la donna che per qualsiasi motivo, per la sua debolezza, è caduta nella disgrazia dell'aborto c'è bisogno di perdono».

L'arcivescovo di Lima ha denunciato in varie occasioni le pressioni di diverse organizzazioni internazionali per convertire l'aborto in un diritto. Lo scorso 6 febbraio nel suo programma radiofonico settimanale, «In dialogo sulla fede», ha criticato la posizione dell'Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite, che spinge per la legalizzazione dell'aborto nei Paesi affetti dal

sabato 12 marzo 2016

I 300 del Popolo della Famiglia

di Marco Guerra                                                12-03-2016
Mario Adinolfi al Family Day 2016Circa 300 sono i posti del Centro convegni del Palazzetto delle Carte Geografiche e 300 sono i guerrieri spartani di re Leonida evocati in apertura del discorso pronunciato da Mario Adinolfi alla convention costituente del Popolo della Famiglia.
Il direttore de La Croce si rivolge ad una platea di fedelissimi ricordando loro i greci liberi che si opposero all’esercito di Serse alle Termopili, un sacrificio necessario per fermare una tirannia barbarica, lo stesso sacrificio che è richiesto ora per fermare la “deriva antropologica che trasforma l’essere umano in merce”.
La retorica epica, oltre a fomentare una sala già caricatissima ha inoltre l’obiettivo di “sgombrare il campo da ogni riflessione circa la convenienza di questo impegno politico” come spiega lo stesso Adinolfi rivolgendosi a presunti “amici e nemici”. “Noi questo passo dovevano farlo” sostiene l’ex parlamentare del Pd, “c’è un dovere civico che va oltre ogni considerazione sulle possibilità di vittoria e sui voti che riusciremo a prendere”. Queste per Adinolfi sono discussioni superate “dalla necessità di far esprimere nelle urne un popolo che non sopporta di essere rappresentato da una classe politica inadeguata e imbrogliona”. Adinolfi usa poi le parole “golpe” e “risposta democratica” per arrivare a denunciare il mancato dibattito parlamentare e il voto di fiducia applicato ad una “legge di coscienza” (quella sulle Unioni Civili).
Dunque, secondo il leader del Popolo della Famiglia la risposta era da dare subito, “senza ulteriori riflessioni, convegni e

giovedì 10 marzo 2016

L'asservimento a Satana dei giovani assassini per gioco

L'asservimento a Satana dei giovani assassini per gioco e il «prezioso sangue» delle suore in YemenAlcuni lettori insistono perché dica la mia sui due trucidi assassini del loro coetaneo, attratto con la promessa di un rapporto sessuale ben pagato, 100 euro. Scusate, vorrei esimermi; già torme di mosconi e tafani, attratte dallo sterco e dalle carogne, a sciame vi hanno raccontato tutto; son contento di non essere più nel mestiere attivo di questo giornalismo. Del resto, è così chiaro. Ma, fateci caso, la sola cosa chiara da dire, è quella che tacciono tutti: i tafani, le mosche stercorarie, i mosconi attratti dalla putrefazione. Svolazzano a intervistare lo psichiatra famoso, che spieghi lui come hanno potuto far questo: e lo psichiatra ovviamene annaspa. Sa benissimo che la sua pretesa scienza non ha le categorie per definire questo, non è una patologia che si trova nel Manuale Diagnostico-Statistico. Si intuisce che lo psichiatra vorrebbe dire la definizione giusta, ma si trattiene: non appartiene alla scienza moderna, né tantomeno è una categoria che si può evocare nella società liberata e postmoderna. La parola sulla punta della lingua è: il Male. Quei due non sono malati, sono giovanotti trucidi e sanissimi. Solo, hanno aderito al Male. Con scelta volontaria, in piena lucidità.

«Giovedì sono usciti in macchina per fare un giro, per cercare una vittima da sacrificare, fino a quando la scelta è caduta su Varani, che Prato già conosceva negli ambienti dei locali notturni. Quest’ultimo avrebbe telefonato al ragazzo proponendogli 100 euro per un incontro sessuale

Il vescovo di St. Louis: «Fuori dalle parrocchie gli scout che contrastano la dottrina cattolica»

Il vescovo di St. Louis: «Fuori dalle parrocchie gli scout che contrastano la dottrina cattolica»L’Arcivescovo di St. Louis, Robert Carlson, ha pubblicato una lettera invitando le parrocchie della sua diocesi a cercare alternative alle Girl Scouts dell’Eastern Missouri, sostenendo che il programma e le organizzazioni collegate sono in conflitto con la dottrina cattolica.
«Le Girl Scouts espongono un modello inquietante di comportamento ed è chiaro per me che, per come si muovono nelle vie del mondo, stanno diventando sempre più incompatibili con i nostri valori cattolici». Dobbiamo chiederci, dice Carlson, se le Girl Scouts cercano «il totale benessere delle nostre giovani donne, se fanno un buon lavoro che forma spiritualmente ed emotivamente le ragazze cattoliche», ed ha invitato i parroci che permettono gli incontri delle circa 4 mila Girl Scouts della zona, «di incontrare le leader dell’associazione e di discutere dell’implementazione delle opzioni alternative per la formazione delle ragazze».
La lettera di Carlson prende di mira non solo le Girl Scouts locali, ma anche organizzazioni affiliate come le Girl Scouts USA e la World Association of Girl Guides and Girl Scouts, accusate di promuovere sui social media «modelli di comportamento in conflitto con i valori cattolici, come

mercoledì 9 marzo 2016

Crepaldi: «Dai senatori cattolici uno spettacolo indecoroso»

di Stefano Fontana                                    07-03-2016
Il vescovo di Trieste, CrepaldiParole forti e chiare quelle del Vescovo mons. Giampaolo Crepaldi nell’inaugurare a Trieste la seconda edizione della Scuola diocesana di Dottrina sociale della Chiesa, parole che vanno ben oltre l’ambito locale: «Non posso non riferirmi ad eventi politici e legislativi accaduti nei giorni scorsi – ha iniziano col dire - e che hanno scosso in profondità la politica italiana. Mi riferisco all’approvazione della legge sulle unioni civili».
Su questo argomento Mons. Crepaldi non ha cercato compromessi verbali: «Essa è stata anche un banco di prova per la presenza dei cattolici in politica, banco che ha fornito gravi elementi di forte delusione e di viva preoccupazione per il futuro». Egli ha anche rincarato la dose: ricordando una sua recente intervista pubblicata sul mensile Il Timone ha detto: «A questa intervista, il mensile aveva messo un titolo piuttosto negativo: “Quanti danni dai cattolici in politica”. Subito avevo considerato questo titolo eccessivo, ma dopo la votazione  sulla Cirinnà devo riconoscere che era invece realistico, purtroppo».
La valutazione del Vescovo sul comportamento dei senatori “cattolici” è entrata anche più nel particolare: «Durante la votazione a Palazzo Madama abbiamo assistito a molti atteggiamenti indecorosi da parte di molti senatori cattolici (di “cattolici senatori” credo che non ce ne sia più nemmeno uno). Qualcuno di loro ha perfino chiamato a testimone del proprio

sabato 5 marzo 2016

Conversione è umiliarsi

Oggi ci destiamo con una notizia fantastica nel cuore: "non esiste alcun peccato che Dio non possa perdonare", non esiste "nessuno" che possa restare escluso dalla sua misericordia. Neanche il peggiore tra i pubblicani, uomo tra i più disprezzati al tempo di Gesù. Neanche tu, oggi, così come sei, con i peccati che ti affliggono e dai quali non riesci proprio a liberarti. Anzi, proprio chi riconosce la propria realtà e la consegna alla misericordia di Dio "torna a casa giustificato", cioè rinnovato sin dentro le sue fibre più intime. Senza più quei pesi che ci angustiano e ingrigiscono i giorni. Per te e per me infatti, l'anno della misericordia inizia ora, perché Cristo bussa in questo momento alla tua porta. E' Lui il Tempio al quale "salire", il Golgota sul quale inerpicarsi seguendo il fiume di Grazia che il suo sangue ha tracciato per noi. Basta seguirlo per trovarsi dinanzi al suo fianco squarciato per amore che è immagine della porta del Tempio presso la quale si era fermato il pubblicano del Vangelo. Ma è immagine anche di ogni confessionale, dove il sangue e l'acqua di Cristo ci donano di nuovo la Grazia del battesimo, la "giustificazione" gratuita che ci ricrea in Lui. Vai alla comunità cristiana, il luogo della misericordia è la migliore "Spa" che ci sia. Non cercare modo e luoghi per rigenerarti, sono solo palliativi, parentesi che non cambiano il cuore. Ma fa come il pubblicano, vai al Tempio, l’unica "beauty farm" dell'anima che, trasformandola, trasfigura tutta la tua vita. E' lì che il perdono ti fa bello di una bellezza che non ha eguali, la stessa che rifulge sul volto di Cristo, il più bello tra i figli dell’uomo. Confessati oggi o prima di Pasqua, sinceramente, e sperimenterai vero quello che ha detto

giovedì 3 marzo 2016

I muti parlano il linguaggio dell'amore

Quante volte ci ritroviamo senza parole. "Muti", cioè "impuri" secondo l'originale, come i rapporti prematrimoniali, dialogo di corpi incapaci di dar voce allo spirito, perché ormai soffocato nell'egoismo di chi nulla di sé ha messo in gioco, ammutolito nella menzogna di gesti che esprimono ciò che non è, un dono per sempre sfigurato dalla concupiscenza. "Muti" come tanti rapporti tra marito e moglie, separati dal solco dei giudizi che solo il perdono potrebbe colmare; ma ne sono incapaci, e allora eccoli lì a parlarsi senza capirsi, litigate senza fine, e separazioni e divorzi, e violenze e disperazione. "Muti" come i rapporti tra genitori e figli, nascosti nella falsa amicizia - le mamme amiche, i papà amici - per non affrontare con i figli il rischio del confronto, del rifiuto e della crescita attraverso l'obbedienza alle parole dell'autorità. "Muti" perché incapaci di attenzione e pazienza come tanti rapporti tra colleghi, vicini di casa, parenti, compagni di scuola, in un parossismo di giustizialismi e legalismi che strozzano le parole della misericordia. "Muti" dinanzi ai bisogni dei poveri, con il cuore chiuso nella cassaforte dell'avarizia. Ma perché siamo diventati "muti"? L'altro, con le sue incognite, il carico di

martedì 1 marzo 2016

32.000 per il terzo figlio: ecco cosa fa l'Ungheria mentre il resto della Ue si piega alla lobby lgbt

32.000 per il terzo figlio: ecco cosa fa l'Ungheria mentre il resto della Ue si piega alla lobby lgbtMentre l’Italia cede alle pressioni dell’ideologia omosessualista contraria alla famiglia naturale, nell’Europa dell’Est si assiste ad una vera e propria rinascita spirituale.

I Paesi schiacciati per decenni dal tallone degli antenati di quanti oggi a Roma si inventano il “matrimonio gay”, obbedendo ai diktat di ricchi gruppi finanziari a cui poco interessa la difesa dei poveri, hanno invece capito l’importanza di difendere la famiglia, cellula base della società e pre-esistente ad ogni ordinamento giuridico e statale.
Tra questi, basti pensare alla Polonia e all’Ungheria, Nazioni cristiane oggetto di pesanti attacchi da parte delle istituzioni dell’Unione europea. Nazioni orgogliose della propria identità e della propria sovranità, decise ad opporsi senza complessi di inferiorità e con coraggio alla follia delle lobby LGBT.

Ma la loro non è solo una strategia difensiva, fatta di meri divieti.
Prendiamo per esempio l’Ungheria, governata dal premier Viktor Orban. A differenza di Renzi, Alfano e della pletora di politici italiani (di ieri e di oggi) che prendono voti promettendo di mettere al centro del loro lavoro l’aiuto economico alle famiglie, Orban le famiglie le aiuta sul serio.

Nel dicembre scorso, infatti, il governo di Budapest ha stabilito che alla nascita del terzo figlio i genitori riceveranno 32.000 euro e potranno pure richiedere un prestito della stessa cifra.

Il portavoce del governo Zoltan Kovacs ha dichiarato che tale benefit – fornito a chi lavora a tempo pieno – sarà erogato quando il bambino avrà compiuto sei mesi, permettendo così ai genitori di tornare al lavoro al più presto.

Inoltre, d’ora in poi, nei piccoli centri abitati, se almeno cinque famiglie faranno domanda per aprire un asilo nido, le istituzioni locali dovranno attivarsi perché ciò sia possibile a partire dall’anno successivo alla richiesta. Finora, infatti, solo le città con più di diecimila abitanti avevano l’obbligo di fornire servizi per la cura del bambino. Ecco come si coniugano esigenze lavorative e tutela della famiglia.

Questo accade in un Paese democratico dell’Unione europea, nel XXI secolo. Questa è la vera civiltà. L’Italia, Patria del diritto, dovrebbe solo vergognarsi. E magari imparare qualcosa.

lunedì 29 febbraio 2016

Sorpresa, l'aborto clandestino non è più un reato

di Tommaso Scandroglio                                29-02-2016
L'aborto clandestino non è più reatoCon il Decreto legislativo n. 8 del 15 gennaio di quest’anno buona parte dei reati puniti con la sola pena della multa e dell’ammenda vengono considerati meri illeciti amministrativi. Stessa sorte anche per alcuni reati che prevedono pene detentive (ad esempio atti osceni in luogo pubblico).
Questa disposizione di carattere generale interessa anche il reato di aborto clandestino. La legge 194/78 che ha legalizzato l’aborto nel nostro Paese prevede una multa fino a 100mila lire (circa 51 euro) per quelle donne che hanno deciso di abortire in una struttura non autorizzata. Con questo decreto legislativo, invece, la condotta della donna non verrà più considerata reato, bensì qualificata come illecito amministrativo da sanzionare con una somma di denaro compresa tra 5mila e 10mila euro (per chi procura l’aborto rimane invariata la pena detentiva fino a tre anni).
Quindi, da una parte, l’ordinamento giuridico considera non più tanto grave abortire clandestinamente dato che la classe dell’illecito non appartiene più all’insieme dei reati – condotte di per sé lesive di beni socialmente rilevanti – bensì a

Gandolfini: «Il popolo delle famiglie non si ferma E chi lo ha tradito ne pagherà le conseguenze»

di Lorenzo Bertocchi                                                     29-02-2016
Massimo Gandolfini al Family DayMassimo Gandolfini è stato, insieme a tutti i membri del Comitato Difendiamo i Nostri Figli, protagonista indiscusso della battaglia sul ddl Cirinnà. Con una grande capacità di coinvolgimento dal basso per ben due volte, lo scorso 20 giugno e sabato 30 gennaio, Gandolfini si è fatto portavoce di un popolo che ha riempito prima piazza San Giovanni e poi il Circo Massimo. Adesso, dopo che il Senato che ha approvato il maxiemendamento al ddl Cirinnà, molti guardano a lui, e a tutti i suoi compagni di ventura, per cercare la rappresentanza di un popolo che sembra intenzionato a  voler continuare a dire la sua.
Gandolfini, cosa dire di questo ddl sulle unioni civili che ha avuto il via libera al Senato?Siamo profondamente delusi, perché se da una parte bisogna considerare la vittoria che il popolo del Family Day ha registrato ottenendo che venisse stralciato l'articolo 5 relativo alla cosiddetta stepchild adoption, d'altra parte tutto quello che noi abbiamo invocato è stato brutalmente dimenticato e non considerato. Per cui siamo contrari praticamente in toto a questo maxiemendamento che è stato approvato, oltretutto con quell'ignobile stratagemma del voto di fiducia.
Sappiamo che il maxiemendamento è stato approvato con il voto di tanti senatori che si dicono cattolici. Si è consumato un tradimento da parte di questi senatori rispetto al popolo del Circo Massimo?Io ho già detto, anche prima del voto, che se fosse passato un ddl così, dove ci sono tantissimi punti di contatto tra il nuovo istituto e il matrimonio ex art.

sabato 27 febbraio 2016

Taglialo

grapes-984493_1280La sapienza consiste nel saper contare i propri giorni, ciascuno come un «kairos», un momento favorevole per «convertirsi». Come «questo preciso momento» in cui le notizie dal fronte della storia ci annunciano crisi finanziarie, venti di guerra, leggi che feriscono la vita e a famiglia. È vero, la «creazione geme e soffre» a causa del peccato, ma non è impazzita. La cronaca registra il dolore, ma è quello delle «doglie» che annunciano la vita per la quale Dio ha plasmato ogni cosa. Essa risplende come una primizia nei Figli di Dio «piantati» nella vigna del Signore.
Nel seno della Chiesa, come pazienti «vignaioli», pastori e catechisti li hanno curati con «zappa» e «concime», la Parola che dissoda con la Verità, e i sacramenti che nutrono del Mistero Pasquale di Gesù. Una storia d’amore che ha accolto anche noi nel seno di una terra di misericordia e tenerezza, grazie e segni, correzioni e consolazioni.
Il «terreno» fecondato dal seme benedetto del corpo del Signore, nel quale siamo stati chiamati a crescere e risuscitare con Lui, per presentare al mondo i «frutti» maturi della fede adulta, le opere che annunciano in noi la sua vittoria sulla morte. Il mondo ha bisogno dei nostri «frutti», é questione di vita o di morte. 

Accanto a noi qualcuno sta per abortire, divorziare, gettare al vento la propria dignità. Forse si tratta della persona più vicina, e non ce ne stiamo accorgendo. Forse è tua moglie, che la tua indifferenza e

mercoledì 24 febbraio 2016

Se pure i vescovi ignorano la legge morale naturale

di Stefano Fontana                                           24-02-2016
Le unioni gay sono contrarie alla legge morale naturaleL’editoriale di domenica del direttore Cascioli finiva con una richiesta di chiarimento. Richiesta sincera e fondata, ma anche un po’ ingenua. Per due motivi. Il primo è che in questa strana fase della vita della Chiesa i Pastori sembrano voler smentire piuttosto che confermare. Vorrebbero, più che altro, che noi ci ponessimo domande. Per agevolarci le cose lo fanno loro per noi. Il secondo motivo è che chiedere un chiarimento su un punto comporta, a cascata, di doverlo chiedere su molti altri, con quello concatenati. È per questo che il chiarimento stenta ad arrivare, sarebbe operazione troppo complessa.
I chiarimenti del tipo di quello richiesto dal direttore riguardano ciò che viene insegnato oggi nella Chiesa in rapporto a quello che veniva insegnato fino a ieri. Qualunque alunno di una qualunque scuola elementare chiede alla maestra un chiarimento se oggi spiega diversamente da ieri la lezione di geometria. Se oggi la somma dei quadrati costruiti sui cateti non è più uguale al quadrato costruito sull’ipotenusa come spiegato fino a ieri, bisognerebbe fornire un chiarimento e, se per caso le leggi sul triangolo fossero cambiate, bisognerebbe avvertire. Sugli insegnamenti del magistero i fedeli ci impostano la vita, perfino più che su quelli della maestra.
Per esempio: dobbiamo ancora pensare che esista una legge morale naturale? A guardare i documenti usciti fino a ieri

lunedì 22 febbraio 2016

La Cirinnà elimina l'obiezione di coscienza. Ecco Perché non si parla più della legge sull'«omofobia»

La Cirinnà elimina l'obiezione di coscienza. Ecco Perché non si parla più della legge sull'«omofobia»Il disegno di legge sulle unioni civili è una pazzia per tante ragioni: la sovrapposizione della disciplina delle coppie omosessuali a quella della famiglia fondata sul matrimonio, l’estensione della possibilità di adottare anche da parte di due persone dello stesso sesso, la conseguente deriva dell’utero in affitto. Di tutto ciò si parla lungamente da mesi. Finora però non vi è stata riflessione su quella che sarebbe una conseguenza diretta dell’approvazione del ddl, e cioè sulla pesante compromissione della libertà di tanti che da esso deriverà.
Provo a spiegarmi partendo da una norma del Cirinnà, contenuta nell’articolo 8, che stabilisce (comma 1 lettere a e b) che le coppie formate da persone dello stesso sesso che hanno contratto matrimonio all’estero, hanno diritto a ottenere la trascrizione nei registri italiani dello stato civile, e si applicano a loro le disposizioni delle unioni civili. L’articolo conferma l’identità di regime fra matrimonio e unioni civili: a queste ultime manca solo essere chiamate matrimoni, la sostanza c’è tutta se è possibile perfino la trasposizione delle nozze da fuori i confini nazionali. E si pone un’ulteriore questione: che succede al funzionario dell’anagrafe che – aderendo in coscienza a un dato di natura e a un chiaro dettato costituzionale (articolo 29 Cost.) – rifiuta la trascrizione?
A ben guardare, il problema non riguarda solo l’articolo 8, ma l’intero impianto del ddl: l’unione civile, in base all’articolo 1, viene formalmente costituita con una dichiarazione di due persone dello stesso sesso «di fronte all’ufficiale dello stato civile e alla presenza di due testimoni». Il dipendente comunale che sa che da quella dichiarazione deriva la costituzione di un regime giuridico