Questa tendenza a candeggiare nella tinozza laicista il Santo Natale non ha risparmiato le scuole di ogni ordine e grado. Già da anni molte scuole hanno abolito i presepi e Maria, Giuseppe e Gesù sono persone non più gradite nelle aule scolari, immigrati clandestini con il foglio di via. La ventata cristianofobica ha avuto un suo picco in quel di Rozzano (Milano), in particolare nell’istituto Garofani. Marco Parma, dirigente scolastico dello stesso, ha deciso di annullare l’usuale festa di Natale che si teneva ogni anno (faranno eccezione le classi delle medie) e di sostituirla con festicciole private nelle
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lunedì 30 novembre 2015
Il Natale oscurato segno della nostra disgregazione
29-11-2015
Se passate dall’aeroporto di Fiumicino alcuni negozi hanno addobbato le vetrine e gli interni con sagome di abeti in cui campeggia la scritta “Season Greetings” che letteralmente significa “Auguri di stagione”. Questi auguri “stagionati” vogliono sostituire gli auguri natalizi. Già Babbo Natale aveva avuto gran parte nello sfrattare dall’immaginario collettivo, soprattutto infantile, il Bambin Gesù. Ora si sono messi pure catene commerciali ed enti pubblici in giro per il mondo a svuotare ancor più dall’interno il significato cristiano del Natale, sostituendolo con un Natale laico, che è un vero e proprio ossimoro, o con una Festa d’Inverno dal sapore tanto celtico.
Questa tendenza a candeggiare nella tinozza laicista il Santo Natale non ha risparmiato le scuole di ogni ordine e grado. Già da anni molte scuole hanno abolito i presepi e Maria, Giuseppe e Gesù sono persone non più gradite nelle aule scolari, immigrati clandestini con il foglio di via. La ventata cristianofobica ha avuto un suo picco in quel di Rozzano (Milano), in particolare nell’istituto Garofani. Marco Parma, dirigente scolastico dello stesso, ha deciso di annullare l’usuale festa di Natale che si teneva ogni anno (faranno eccezione le classi delle medie) e di sostituirla con festicciole private nelle
Questa tendenza a candeggiare nella tinozza laicista il Santo Natale non ha risparmiato le scuole di ogni ordine e grado. Già da anni molte scuole hanno abolito i presepi e Maria, Giuseppe e Gesù sono persone non più gradite nelle aule scolari, immigrati clandestini con il foglio di via. La ventata cristianofobica ha avuto un suo picco in quel di Rozzano (Milano), in particolare nell’istituto Garofani. Marco Parma, dirigente scolastico dello stesso, ha deciso di annullare l’usuale festa di Natale che si teneva ogni anno (faranno eccezione le classi delle medie) e di sostituirla con festicciole private nelle
mercoledì 16 settembre 2015
Il presepe non è reato. Sconfitta (per ora) la laicité
di Rino Cammilleri 16-09-2015
Il Presepe raffigura quanto di più innocuo e inoffensivo ci sia al mondo: una madre col suo neonato. Il tutto, per giunta, circondato da pecorelle, gli animali più inermi che esistano e diventati il simbolo stesso della creatura indifesa. «Non temete», avevano infatti detto gli angeli ai pastori di Betlemme che, giustamente, si erano spaventati all’irrompere del loro fulgore notturno. Ma quasi subito su quel pacifico Neonato si era scatenato l’inferno in terra, costringendolo alla fuga: addirittura, per essere certi di non mancarlo, erano stati sterminati tutti i bimbetti della zona.
Il vecchio Simeone l’aveva predetto a sua madre, quando l’aveva chiamato «segno di contraddizione», perché quel Bambino avrebbe spaccato non solo la storia in due (gli anni si contano avanti Cristo e dopo), ma anche l’umanità, che si sarebbe divisa: per Lui o contro. Oggi, quelli “contro” manifestano una tenacia bellica che rasenta, e talvolta supera, l’ossessione. Verrebbe da dire che la loro cocciutaggine sarebbe degna di miglior causa, ma a ben rifletterci non c’è causa migliore di questa. Per loro. Basta vedere con quale instancabile insonnia presentano denunce, mozioni, proposte, istanze, tutte tese a spazzare via quel che resta del cristianesimo. Sconfitti una volta, si ripresentano l’indomani, e poi di nuovo, senza sosta e requie, e più li respingi e più tornano alla carica come fanno le mosche. Forse, come dice Gesù nel Vangelo, hanno assunto «per padre il diavolo», uno dei cui antichi nomi è, appunto, Signore delle Mosche, e uno dei cui metodi è, appunto, l’ossessione?
Non c’è modo di saperlo, dal momento che l’ultima cosa che farebbero è farsi intervistare da padre Amorth. Perché ho
Il vecchio Simeone l’aveva predetto a sua madre, quando l’aveva chiamato «segno di contraddizione», perché quel Bambino avrebbe spaccato non solo la storia in due (gli anni si contano avanti Cristo e dopo), ma anche l’umanità, che si sarebbe divisa: per Lui o contro. Oggi, quelli “contro” manifestano una tenacia bellica che rasenta, e talvolta supera, l’ossessione. Verrebbe da dire che la loro cocciutaggine sarebbe degna di miglior causa, ma a ben rifletterci non c’è causa migliore di questa. Per loro. Basta vedere con quale instancabile insonnia presentano denunce, mozioni, proposte, istanze, tutte tese a spazzare via quel che resta del cristianesimo. Sconfitti una volta, si ripresentano l’indomani, e poi di nuovo, senza sosta e requie, e più li respingi e più tornano alla carica come fanno le mosche. Forse, come dice Gesù nel Vangelo, hanno assunto «per padre il diavolo», uno dei cui antichi nomi è, appunto, Signore delle Mosche, e uno dei cui metodi è, appunto, l’ossessione?
Non c’è modo di saperlo, dal momento che l’ultima cosa che farebbero è farsi intervistare da padre Amorth. Perché ho
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