Anche se siamo solo agli inizi della procedura, una prima vittoria questi due casi l’hanno già avuta. La Corte europea dei diritti dell’uomo (che nulla ha a che vedere con l’Unione Europea) è il primo tribunale internazionale dedito interamente alla difesa dei diritti umani. Si tratta dell’organo che ha avuto più successo nella storia dell’integrazione europea: non a caso ad essa si rivolgono ogni anno decine di migliaia di persone nelle situazioni più varie, disparate e... Disperate. Si tratta di pericoli di vita o di morte, di ingiustizie subite in varie parti del mondo e non mancano anche numerosissimi casi italiani dovuti al nostro logorato sistema giudiziario. La Corte non può trattare tutti questi casi e allora è costretta a fare una cernita: il fatto che essa abbia preferito trattare i casi di 9 coppie omosessuali che rivendicano il “diritto” di sposarsi di fronte allo stato italiano, piuttosto che trattare altri casi realmente umanitari la dice lunga sulla deriva ideologica che ha ormai coinvolto anche un’istituzione un tempo rispettabile come la Corte di Strasburgo.
Questa Corte ha il compito di sanzionare i casi di violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, in vigore nei 47