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venerdì 22 luglio 2016

Il Papa ricorda Carmen Hernández: “Donna che ha speso la vita nell’annuncio della Buona Novella”


In un messaggio a Kiko Argüello, Francesco esorta i membri del Cammino Neocatecumenale a “mantenere viva l’ansia evangelizzatrice” della co-iniziatrice scomparsa il 19 luglio


CTV
Papa Francisco e Carmen Hernandez“Ringrazio il signore per la testimonianza di questa donna, animata da sincero amore alla Chiesa, che ha speso la sua vita nell’annuncio della Buona Novella in ogni ambiente, anche, quelli più renitenti, non dimenticando le persone più emarginate”. Con queste sentite parole Papa Francesco ha ricordato Carmen Hernández, co-iniziatrice del Cammino Neocatecumenale, scomparsa lo scorso 19 luglio ad 85 anni, in un messaggio di cordoglio inviato a Kiko Argüello.
Il telegramma del Pontefice è giunto nel giorno in cui a Madrid, nella Cattedrale della Almudean, mons. Carlos Osoro Sierra ha celebrato i funerali della donna, insieme a numerosi altri vescovi e cardinali. “Ho appreso con emozione la notizia della morte della signorina Carmen Hernández, sopraggiunta al termine di una lunga esistenza segnata dal suo amore per Gesù e da un grande slancio missionario”, scrive il Pontefice.
“In quest’ora di doloroso distacco”, il Papa si dice quindi “spiritualmente vicino con affetto ai familiari e all’intero Cammino Neocatecumenale, di cui lei è stata co-iniziatrice, come pure a quanti hanno apprezzato il suo ardore apostolico concretizzato soprattutto nell’indicare un itinerario di riscoperta del battesimo e di educazione permanente alla fede”.
Francesco affida quindi l’anima di Carmen Hernández “alla divina bontà, affinché la accolga nel gaudio della Pasqua Eterna” ed incoraggia “coloro che l’hanno conosciuta e quanti aderiscono al Cammino Neocatecumenale a mantenere viva la sua ansia evangelizzatrice, operando in fattiva comunione con i vescovi e i sacerdoti ed esercitando la pazienza e la misericordia con tutti”.

giovedì 21 luglio 2016

Famiglia e matrimonio: la Corte Costituzionale rumena dice SÌ

I Rumeni attendevano con ansia il pronunciamento della Corte Costituzionale sul matrimonio e la famiglia.
matrimonio_matrimonio gay_Erano state raccolte in pochissimo tempo qualcosa come 3 milioni di firme (il sestuplo di quanto richiesto dalla normativa) per modificare la costituzione del Paese in modo che fosse protetta inequivocabilmente la famiglia fondata sul vero matrimonio, il matrimonio tra un uomo e una donna, e non qualsiasi altro tipo di convivenza.

Così si fonda la famiglia vera, quella naturale.
Finalmente la Corte  si è pronunciata e ha dichiarato la modifica  ammissibile. Ora la questione torna in Parlamento dove continua l’iter previsto perché si completi la modifica costituzionale.
Ci complimentiamo con l’associazione romena Coalitia Pentru Familie, La Coalizione per la Famiglia, un’organizzazione che comprende decine di associazioni che promuovono i valori della famiglia. Il Comitato che ha raccolto le firme è composto di 16 membri e comprende artisti, imprenditori, giornalisti, operatori sanitari e membri delle principali chiese in Romania: ortodossa, romano-cattolica, cattolica di rito orientale, battista e pentacostale.
La proposta di modifica costituzionale era stata depositata al Senato rumeno lunedì 23 maggio.
La nuova formulazione  per l’articolo 48, par. 1 della Costituzione recita: «La famiglia è l’unione

Gänswein: principi magisteriali non possono essere modificati da mezze frasi o note a piè di pagina

di Marco Tosatti
Gänswein: principi magisteriali non possono essere modificati da mezze frasi o note a piè di paginaGeorg Gänswein, segretario di papa Benedetto XVI, e Prefetto della Casa pontificia, nei giorni scorsi ha rilasciato una lunga intervista allo Schwäbische Zeitung, in cui con molto candore ha parlato di sé, del Pontefice regnante e della Chiesa tedesca. Chi è interessato può trovare qui l’originale.
Il fatto di essere stato segretario di Benedetto XVI, e il suo lavoro precedente alla Congregazione per la Dottrina della Fede rappresentano “un marchio di Caino” agli occhi di molti nella Chiesa in Germania. Il che rende improbabile che possa tornare in Germania come vescovo. Nelle diocesi tedeschi, il Capitolo della cattedrale gioca un ruolo importante nella selezione dei candidati, e in generale, ha detto Gänswein, i membri non sono noti per “avere la più grande lealtà verso Roma”. E non ha comunque “ambizione di diventare un vescovo diocesano”. E comunque, ha detto, la Chiesa tedesca ha un grande problema, e sono i soldi. La legge tedesca dà alla Chiesa una percentuale sulle tasse pagate. Ciò fa della Chiesa tedesca un ente molto ricco, e il secondo datore di lavoro dopo lo Stato. Ma se decidi di non registrarti più come cattolico, sei fuori. “Sì, questo è un

Accolti nel mistero d'amore che ci fa figli nei quali risplende il volto del Padre per ogni uomo


Dio ci ama, ed è l'unico a renderci beati, felici. Perché? Perché lo possiamo "ascoltare" e "vedere" compiute le sue parole. Nella Chiesa, infatti, il cuore e la mente sono illuminati dallo Spirito Santo che Dio effonde nei nostri cuori aprendoli all'ascolto e al discernimento. Le Parabole, immagini dipinte dalla Parola del Signore perché siano svelati i pensieri di molti cuori, ci sono spiegate nell'intimità alla quale ci ha chiamati la sua imperscrutabile volontà. Strappati alla menzogna, siamo oggi, per Grazia, nella cerchia dei suoi amici. E questa è la vita, meravigliosa e beata, che ci è offerta come un anticipo di quello che sarà il Cielo. Anche noi eravamo meritevoli d'ira, come tutti. Eppure la sua misericordia ci ha aperto gli occhi, perché l'opera che Lui compie in noi ogni giorno, sia essa stessa una parabola per il mondo. La Parola che convoca e crea, in ogni luogo e in ogni momento, la sua Chiesa, facendo crescere in essa i suoi eletti, sino alla statura adulta della fede; così, essi diventano i compagni dell'Agnello, crocifissi con Lui per la salvezza d'ogni uomo. E' questa l'unica nostra beatitudine, seguirlo ovunque vada, stretti nella sua intimità. Essere cioè sacramento di

mercoledì 20 luglio 2016

Mattarella giudice sulla sentenza pro stepchild

di Andrea Zambrano   20-07-2016Il presidente della Repubblica Mattarella“E’ l’ultima carta utile per fermare la stepchild adoption per via giudiziale”. I 36 senatori che hanno scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ne sono convinti. Dopo gli ultimi pronunciamenti di giudici sull’adozione di bambini per le coppie omosessuali, solo un intervento del Capo dello Stato, nella sua prerogativa di presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, potrebbe fermare la deriva che sta sdoganando il nuovo istituto che aprirebbe le porte all’utero in affitto, ma che non è stato inserito nella legge Cirinnà-Renzi-Alfano.
E’ questo l’obiettivo di fondo con il quale un gruppo di senatori di sei gruppi parlamentari (tutti ad eccezione di 5 stelle, Pd e Sel) ha deciso di chiedere l’intervento del Capo dello Stato per denunciare il mancato rispetto delle leggi. La questione è di procedura, ma evidenzia una forzatura dell’ordinamento giuridico e una evidente spaccatura tra la Procura generale della Repubblica e la Corte di Cassazione.
In sostanza: quando il Ministero degli Interni e le procure competenti hanno sottoposto il ricorso su recenti pronunciamenti di tribunali in merito all’adozione di figli per coppie omosessuali, a rispondere non doveva essere la prima sezione della Cassazione, bensì le Sezioni Unite.
E’ un passaggio non da poco, perché per tutte le questioni importanti e decisive che riguardano leggi

La ferocia degli jihadisti e la nostra rassegnazione Così l’Europa ha già perso la guerra agli islamisti

di Anna Bono                          20-07-2016
Fiori sulla strada del massacro a NizzaSappiamo che i musulmani apprendono dal Corano e dagli hadith le loro regole di comportamento: dal Corano, indiscutibile perché parola di Dio increata, e dagli hadith, che riportano quel che Maometto ha fatto e ha detto nel corso della sua vita, perché il Profeta era infallibile nelle azioni e nei pensieri. I musulmani per lo più derivano da quei testi la convinzione che, per andare in paradiso, sia necessario e sufficiente osservare il meglio possibile le prescrizioni della shari’a, la legge islamica che da essi si ricava.
Altri musulmani, però, una minoranza, ritengono che non basti, che per meritare il paradiso occorra oltre tutto costringere gli altri fedeli all’osservanza della shari’a, punirli se trasgrediscono o se si convertono a un’altra religione, e sottomettere all’islam tutta l’umanità, fino all’ultimo uomo. “Jihad” per i primi è sforzo interiore, personale verso una perfetta fede, per i secondi è anche guerra, santa guerra per difendere l’islam e per imporlo con la forza al mondo intero.
Pensano di avere ragione, i jhadisti, perché è stato Maometto, l’infallibile, a dare inizio al jihad dopo essersi trasferito con i suoi seguaci dalla Mecca a Medina. Da diversi versetti del Corano attingono, inoltre, diritti e doveri di usare violenza sugli infedeli, discriminarli, ingannarli.  Sappiamo anche come sono nati al Qaida e quel che ne è seguito. Le sconfitte sempre più gravi subite dai popoli islamici e, per contro, l’affermazione della civiltà cristiana occidentale, il suo successo economico e culturale, oltre che militare, hanno prodotto nei musulmani reazioni diverse.
L’islam, per tornare a essere forte e potente o se non altro per creare condizioni di crescita e sviluppo umano, deve

martedì 19 luglio 2016

Addio a Carmen Hernández, instancabile evangelizzatrice innamorata di Cristo
La co-iniziatrice del Cammino Neocatecumenale è scomparsa oggi pomeriggio a 85 anni


© Camino Neocatecumenal
Carmen HernándezEra uno spirito libero Carmen Hernández, co-iniziatrice insieme a Kiko Argüello del Cammino Neocatecumenale. Di quella libertà di cui vivono solo le persone che hanno incontrato Gesù Cristo nella loro vita e hanno capito che tutto il resto passa in secondo piano.
Alle 16.45 di oggi è morta a 85 anni, nella sua casa paterna di Madrid, dopo una lunga malattia che l’aveva costretta a stare a riposo per un anno e mezzo. Lei che nella sua vita non si era mai fermata, che insieme a Kiko aveva girato il mondo per annunciare il kerygma, la Buona notizia, a cominciare da quelle baracche alla periferia di Madrid dove vi si era trasferita sul finire degli anni ‘60 per portare la Parola in mezzo agli zingari, ai reietti, ai criminali.
Una strada che aveva scelto Dio per lei, come amava ripetere, visto che i suoi progetti e quelli della