Dopo aver proclamato le beatitudini, quasi a spiegare cosa si diventa se si vive secondo quel programma, Matteo inserisce un brano con tre metafore, applicandole ai discepoli. La prima è quella del sale: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato?». Il sale. Fin dalla sua prima apparizione nella storia degli uomini è stato accompagnato da significati simbolici che partono dai suoi molteplici usi nella vita quotidiana. Il sale dà sapore, preserva dalla corruzione, conserva i cibi, dona forza e vigore. La sua importanza era tale che Omero gli conferiva un carattere divino; nell'Antico Testamento rappresenta il patto perenne (Lev 2,13), mentre per san Gerolamo è Cristo "il sale della terra".Matteo non spiega in che senso Gesù applica questa metafora ai discepoli. Doveva essere una cosa ovvia, come in parte è per noi oggi. Essere "sale" vuol dire innanzitutto immergersi nella gente. Il cristiano non è un ectoplasma che abita in mondi paralleli; la sua vita è quella di tutti, ma se vive da discepolo le darà più gusto, agendo dal di dentro, come il lievito che fermenta la pasta. Il sale è inoltre sinonimo di saggezza. Paolo invita i Colossesi a usare un linguaggio "condito di sale", cioè di sapienza, «in modo da saper rispondere a ciascuno come si deve» (Col 4,6). Il sapere e la sapienza non stanno sempre insieme. Si possono "sapere" tante cose, essere delle enciclopedie ambulanti e non avere un grammo di sale in zucca.
La metafora rimanda, infine, al compito di preservarsi e preservare il mondo dalla corruzione. La
domenica 9 febbraio 2014
mercoledì 5 febbraio 2014
Famiglia, la piazza piega il governo di Parigi e in Italia cosa aspettiamo a svegliarci?
di Alfredo Mantovano 04-02-2014
Importante successo della Manif pour Tous: all'indomani delle manifestazioni pubbliche a Parigi e Lione, con oltre mezzo milione di francesi scesi in piazza, ieri il governo francese ha annunciato il rinvio della contestata Legge sulla famiglia, che non sarà presentata nel 2014, come precedentemente previsto. In questo modo viene per il momento accantonata la legalizzazione della fecondazione artificiale per le coppie di lesbiche e della pratica dell'utero in affitto. Il governo ha giustificato questo dietrofront con la necessità di lavorare con più calma al testo e con il calendario parlamentare già molto fitto. In realtà la grande pressione popolare che prosegue da mesi ha cominciato a mettere in imbarazzo il governo e nello stesso Partito Socialista cominciano ad emergere posizioni diverse in materia di diritto familiare. D'altra parte i responsabili della Manif pour Tous, soddisfatti per questo successo, hanno già fatto sapere che non diminuiranno la pressione sul governo anche perché resta in piedi il progetto di riforma scolastica tutto improntato alla diffusione dell'ideologia di genere fin dai primissimi anni di scuola.
Parigi, 2 febbraio. Ancora una volta la piazza si riempie per protestare contro l’imposizione nelle scuole, fin dalle elementari, di programmi di educazione all’identità di genere: un provvedimento che si aggiunge – ultimo tassello in ordine di tempo – a un mosaico già composto di matrimonio fra persone dello stesso sesso e di legge-omofobia, alla vigilia del voto in Parlamento delle norme sulla Gpa-gestation pur autrui (l’“utero in affitto”). Una manifestazione ben riuscita, con centinaia di migliaia di persone, che i contrari – i media, francesi e non, e gli esponenti
Parigi, 2 febbraio. Ancora una volta la piazza si riempie per protestare contro l’imposizione nelle scuole, fin dalle elementari, di programmi di educazione all’identità di genere: un provvedimento che si aggiunge – ultimo tassello in ordine di tempo – a un mosaico già composto di matrimonio fra persone dello stesso sesso e di legge-omofobia, alla vigilia del voto in Parlamento delle norme sulla Gpa-gestation pur autrui (l’“utero in affitto”). Una manifestazione ben riuscita, con centinaia di migliaia di persone, che i contrari – i media, francesi e non, e gli esponenti
Diritti gay. Gli eurodeputati tradiscono il popolo
di Nicolò Fede 05-02-2014
394 a favore, 176 contro e 72 astensioni. Questi i risultati del voto del Parlamento europeo che ha approvato la cosiddetta Relazione Lunacek, dal titolo «Tabella di marcia dell'UE contro l'omofobia e la discriminazione legata all'orientamento sessuale e all'identità di genere» (clicca qui per i dettagli). Si tratta di un giorno di disonore per l'istituzione che dovrebbe rappresentare gli interessi dei cittadini. Al contrario, ieri è stata approvata una risoluzione progettata dalla lobby gay, inesistente tra i cittadini europei, ma molto potente nei palazzi di Bruxelles e Strasburgo.
Anna Záborská, eurodeputata slovacca del Partito Popolare europeo (PPE), ha parlato di sconfitta dell'assemblea di Strasburgo: «Nel momento in cui i movimenti e le associazioni per la famiglia stanno facendo un eccellente lavoro in Francia e in Europa, il Parlamento europeo fa un passo contro la famiglia». L'amarezza di queste considerazioni aumenta ancor più, se si pensa che lo stesso PPE ha formalmente sostenuto tale progetto di risoluzione, grazie all'attivismo della giovane ed inesperta eurodeputata maltese, Roberta Metsola (in realtà al momento del voto il partito si è spaccato).
Questo sito è stato il primo ad annunciare tale progetto di risoluzione nel novembre scorso (clicca qui). L'iter parlamentare, contrariamente ai tempi biblici della burocrazia europea, è stato sorprendentemente rapido. Come per la relazione Estrela, le lobby sono state ben attive nello spingere l'amministrazione per garantire una procedura snella e senza intoppi. Ma a differenza di Estrela, la signora Lunacek é stata molto abile nel coinvolgere i colleghi degli altri gruppi politici. Inoltre, se la prima aveva inserito il suo preteso diritto all'aborto nell'ambito delle politiche sanitarie (di sola competenza nazionale), la Lunacek ha avuto la scaltrezza di indorare il tutto sotto l'aura della lotta alla discriminazione, di chiara
Anna Záborská, eurodeputata slovacca del Partito Popolare europeo (PPE), ha parlato di sconfitta dell'assemblea di Strasburgo: «Nel momento in cui i movimenti e le associazioni per la famiglia stanno facendo un eccellente lavoro in Francia e in Europa, il Parlamento europeo fa un passo contro la famiglia». L'amarezza di queste considerazioni aumenta ancor più, se si pensa che lo stesso PPE ha formalmente sostenuto tale progetto di risoluzione, grazie all'attivismo della giovane ed inesperta eurodeputata maltese, Roberta Metsola (in realtà al momento del voto il partito si è spaccato).
Questo sito è stato il primo ad annunciare tale progetto di risoluzione nel novembre scorso (clicca qui). L'iter parlamentare, contrariamente ai tempi biblici della burocrazia europea, è stato sorprendentemente rapido. Come per la relazione Estrela, le lobby sono state ben attive nello spingere l'amministrazione per garantire una procedura snella e senza intoppi. Ma a differenza di Estrela, la signora Lunacek é stata molto abile nel coinvolgere i colleghi degli altri gruppi politici. Inoltre, se la prima aveva inserito il suo preteso diritto all'aborto nell'ambito delle politiche sanitarie (di sola competenza nazionale), la Lunacek ha avuto la scaltrezza di indorare il tutto sotto l'aura della lotta alla discriminazione, di chiara
venerdì 17 gennaio 2014
Il Battesimo ci fa discepoli e missionari
di Massimo Introvigne 15-01-2014
All’udienza generale del 15 gennaio 2014 Papa Francesco ha continuato il nuovo ciclo di catechesi del mercoledì sui sacramenti, inaugurato la settimana scorsa quando ha iniziato a parlare del Battesimo. La catechesi del 15 gennaio è stata dedicata a un aspetto specifico del Battesimo: «Ci fa diventare membri del Corpo di Cristo e del Popolo di Dio», non è solo un fatto individuale ma è sempre nella Chiesa, con la Chiesa, per la Chiesa - e per l’evangelizzazione.
Il Papa ha citato san Tommaso d’Aquino (1225-1274), il quale afferma che «chi riceve il Battesimo viene incorporato a Cristo quasi come suo stesso membro e viene aggregato alla comunità dei fedeli, cioè al popolo di Dio». E ha citato il Concilio Vaticano II, secondo il quale «il Battesimo ci fa entrare nel Popolo di Dio, ci fa diventare membri di un Popolo in cammino, un popolo peregrinante nella storia».
Non dobbiamo concepire il Battesimo, ha insistito il Pontefice, solo nella sua dimensione individuale. «Come di generazione in generazione si trasmette la vita, così anche di generazione in generazione, attraverso la rinascita dal fonte battesimale, si trasmette la grazia, e con questa grazia il Popolo cristiano cammina nel tempo, come un fiume che irriga la terra e diffonde nel mondo la benedizione di Dio». Riprendendo temi che aveva già esposto nell'Angelus della scorsa domenica, Francesco ha aggiunto che già i primi discepoli di Gesù «sono andati a battezzare e da quel tempo ad oggi c’è una catena nella trasmissione della fede per il Battesimo, e ognuno di noi è l’anello di quella catena; un passo avanti sempre, come un fiume che irriga». I cristiani nella storia sono il popolo del Battesimo: non solo nel senso che ciascuno è battezzato per la sua salvezza, ma perché tutti insieme sono «un popolo di Dio che cammina e trasmette la fede».
Detto in altre parole, riprendendo l'esortazione apostolica «Evangelii gaudium», il Battesimo ci costituisce come missionari e ci ricorda che lo
Il Papa ha citato san Tommaso d’Aquino (1225-1274), il quale afferma che «chi riceve il Battesimo viene incorporato a Cristo quasi come suo stesso membro e viene aggregato alla comunità dei fedeli, cioè al popolo di Dio». E ha citato il Concilio Vaticano II, secondo il quale «il Battesimo ci fa entrare nel Popolo di Dio, ci fa diventare membri di un Popolo in cammino, un popolo peregrinante nella storia».
Non dobbiamo concepire il Battesimo, ha insistito il Pontefice, solo nella sua dimensione individuale. «Come di generazione in generazione si trasmette la vita, così anche di generazione in generazione, attraverso la rinascita dal fonte battesimale, si trasmette la grazia, e con questa grazia il Popolo cristiano cammina nel tempo, come un fiume che irriga la terra e diffonde nel mondo la benedizione di Dio». Riprendendo temi che aveva già esposto nell'Angelus della scorsa domenica, Francesco ha aggiunto che già i primi discepoli di Gesù «sono andati a battezzare e da quel tempo ad oggi c’è una catena nella trasmissione della fede per il Battesimo, e ognuno di noi è l’anello di quella catena; un passo avanti sempre, come un fiume che irriga». I cristiani nella storia sono il popolo del Battesimo: non solo nel senso che ciascuno è battezzato per la sua salvezza, ma perché tutti insieme sono «un popolo di Dio che cammina e trasmette la fede».
Detto in altre parole, riprendendo l'esortazione apostolica «Evangelii gaudium», il Battesimo ci costituisce come missionari e ci ricorda che lo
giovedì 19 dicembre 2013
Maria da contemplare e da amare
Riflessione su alcuni
quadri del vangelo in cui ci viene presentata Maria
di mons. Domenico Sigalini
L’annunciazione
Non è
possibile. Il male è più forte di noi ed esercita un implacabile contagio, fin
dalle nostre origini. “E fece quel che è male agli occhi del Signore, imitando
i suoi Padri”. La catena è appesa agli inizi della storia dell’umanità. È
storia di sforzi titanici di bontà, ma di continue sconfitte e prevaricazioni.
Ma nel buio
più fitto si apre uno squarcio di luce.
Passano sei
mesi dagli eventi che hanno visto il vecchio Zaccaria restare incantato nel
tempio:
mercoledì 11 dicembre 2013
Sorpresa, la risoluzione Estrela è stata bocciata
di Nicolò Fede 11-12-2013
La relazione sulla salute e i diritti sessuali e riproduttivi è stata definitivamente respinta dal Parlamento europeo, con un’eclatante sconfitta delle lobby anti-vita. Come spesso capita per eventi di questo tipo la data è importante: il 10 dicembre è infatti la memoria di Nostra Signora di Loreto. Come non pensare all’intervento di colei alla quale Giovanni Paolo II ha affidato l’Europa?
Dal suo canto, Edite Estrela ha deplorato “l’ipocrisia e l’oscurantismo” dei suo colleghi. Come volevasi dimostrare, quando la maggioranza non appare liberista e progressista, è categoricamente etichettata come retrograda, estremista, fascista, omofoba e via dicendo... È ciò che sta facendo anche la stampa europea nel riportare questa straordinaria notizia: sembra proprio strano che, per una volta, nelle stanze dei bottoni del nostro continente, la cultura della vita abbia avuto la meglio.
Ciò è stato possibile specialmente grazie all’azione di tanti semplici cittadini che hanno contattato i loro rappresentanti a Strasburgo, esortandoli a votare contro la relazione Estrela. Una vera valanga di e-mail, che ha disturbato non poco i politici europei. Davvero pochi tra loro, si possono contare sulle dita di una mano, hanno infatti l’abitudine di porsi domande etiche fondamentali al momento di un voto. Solo quando organizzazioni del tipo della Federazione europea delle associazioni familiari cattoliche (FAFCE) sollevano la questione, allora iniziano a rifletterci su.
La mobilitazione di cittadini in tutto il continente, poi, è stata impressionante: Citizen Go ha raccolto nel corso degli ultimi mesi circa 100.000
Dal suo canto, Edite Estrela ha deplorato “l’ipocrisia e l’oscurantismo” dei suo colleghi. Come volevasi dimostrare, quando la maggioranza non appare liberista e progressista, è categoricamente etichettata come retrograda, estremista, fascista, omofoba e via dicendo... È ciò che sta facendo anche la stampa europea nel riportare questa straordinaria notizia: sembra proprio strano che, per una volta, nelle stanze dei bottoni del nostro continente, la cultura della vita abbia avuto la meglio.
Ciò è stato possibile specialmente grazie all’azione di tanti semplici cittadini che hanno contattato i loro rappresentanti a Strasburgo, esortandoli a votare contro la relazione Estrela. Una vera valanga di e-mail, che ha disturbato non poco i politici europei. Davvero pochi tra loro, si possono contare sulle dita di una mano, hanno infatti l’abitudine di porsi domande etiche fondamentali al momento di un voto. Solo quando organizzazioni del tipo della Federazione europea delle associazioni familiari cattoliche (FAFCE) sollevano la questione, allora iniziano a rifletterci su.
La mobilitazione di cittadini in tutto il continente, poi, è stata impressionante: Citizen Go ha raccolto nel corso degli ultimi mesi circa 100.000
martedì 3 dicembre 2013
Dall'Avvento una risposta alla crisi
di LUIGI NEGRI Arcivescovo di Ferrara - Comacchio - 3 dicembre 2013
L’Avvento richiama l’iniziativa straordinaria di Dio che viene a salvare il suo popolo, ed è un popolo che tanto più può avvertire la novità dell’Incarnazione quanto più in qualche modo si prepara ad essa. Ma non ci si prepara all’Incarnazione, all’incontro con il verbo di Dio che si fa carne facendo chissà quali progetti di miglioramento personale, di onestà, di capacità propria; perché semmai questo è l’antico farisaismo che non solo non si preparò, ma rifiutò l’incontro con Cristo quando Cristo venne.
Ci si prepara invece all’incontro con Lui approfondendo il senso della propria esistenza. Quindi approfondendo il senso del proprio limite, ma insieme approfondendo ciò che sta prima di ogni limite e precede ogni limite, e che è la domanda di senso, di verità, di bellezza, di giustizia, di bene, di salvezza.
Una funzione fondamentale della Chiesa in una situazione come quella che ci troviamo a vivere oggi sia quella di recuperare pienamente questa funzione educativa del cuore del popolo, dell’intelligenza del popolo, della eticità del popolo; della sua capacità di vivere dentro la grandezza della propria situazione umana senza nascondersi i limiti e i condizionamenti a cui questa esperienza umana viene sottoposta da nemici sempre più forti e da alleanze negative che qualche volta sembrano presentarsi con una forza irresistibile.
La prima consapevolezza da avere è la assoluta precarietà della situazione sociale e politica del nostro paese, caratterizzata da una crisi che rende la povertà una esperienza ormai innegabile che aggredisce ambiti, persone, situazioni che evidentemente sono vulnerabili e che non hanno quasi nessuna capacità di resistenza. Sono testimone della necessità della nostra Chiesa di essere generosi nei confronti di coloro che sono afflitti da questa povertà, sacrificando quotidianamente ingenti quantità di denaro e di mezzi materiali che consentano non dico di spuerare la povertà, ma di viverla con una certa dignità.
Ci si prepara invece all’incontro con Lui approfondendo il senso della propria esistenza. Quindi approfondendo il senso del proprio limite, ma insieme approfondendo ciò che sta prima di ogni limite e precede ogni limite, e che è la domanda di senso, di verità, di bellezza, di giustizia, di bene, di salvezza.
Una funzione fondamentale della Chiesa in una situazione come quella che ci troviamo a vivere oggi sia quella di recuperare pienamente questa funzione educativa del cuore del popolo, dell’intelligenza del popolo, della eticità del popolo; della sua capacità di vivere dentro la grandezza della propria situazione umana senza nascondersi i limiti e i condizionamenti a cui questa esperienza umana viene sottoposta da nemici sempre più forti e da alleanze negative che qualche volta sembrano presentarsi con una forza irresistibile.
La prima consapevolezza da avere è la assoluta precarietà della situazione sociale e politica del nostro paese, caratterizzata da una crisi che rende la povertà una esperienza ormai innegabile che aggredisce ambiti, persone, situazioni che evidentemente sono vulnerabili e che non hanno quasi nessuna capacità di resistenza. Sono testimone della necessità della nostra Chiesa di essere generosi nei confronti di coloro che sono afflitti da questa povertà, sacrificando quotidianamente ingenti quantità di denaro e di mezzi materiali che consentano non dico di spuerare la povertà, ma di viverla con una certa dignità.
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