di Rino Cammilleri 27-10-2015

Come nel
Rinoceronte di Ionesco, succede che ti distrai un istante e, quando ti volti, trovi che pure al tuo vecchio amico d’infanzia sta crescendo un corno sul muso. É accaduto anche a un’organizzazione benemerita come la vecchia Amnesty International. L’agenzia Aleteia.org del 23 ottobre ha giustamente parlato di «deriva», riprendendo un articolo di Philippe Oswald che, più duro, ne lamenta la «modificazione genetica».
Sì, perché Amnesty fu fondata da due cattolici convinti, l’indipendentista irlandese Sean MacBride e l’avvocato inglese Peter Benenson. Quest’ultimo era ancora più convinto, perché il suo vero cognome era Solomon. Infatti, era ebreo e si era fatto cattolico nel 1958. Pochi anni dopo, i due crearono l’associazione che sfidava impavida il nemico dell’umanità di allora: il comunismo sovietico. E non si trattava solo di Urss, agli inizi degli anni Sessanta. Se a quel tempo si fosse passato un mappamondo al pennarello rosso, più di un terzo del pianeta sarebbe apparso color sangue. Gli inviati di Amnesty andavano negli angoli più pericolosi del mondo e denunciavano torture, genocidi, oppressioni, sfruttamenti. E anche allora –chi ha la mia età lo sa bene- i r
inoceronti spuntavano come i funghi, tanto che a volte uno aveva la frustrante sensazione di essere rimasto solo, uno dei pochi immuni dal contagio, uno dei rari che all’invito «meglio rossi che morti» rispondeva «no, meglio morti».
Ma l’Urss non aveva, alla fin fine, una potenza finanziaria pari alle sue ambizioni ideologiche, tant’è che, nata da