Mi pongo questa domanda dopo alcune esternazioni del nuovo Presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, che ha preso le distanze dal Family day del 2007 e poi ha parzialmente smentito le sue dichiarazioni pubblicate dal periodico Vita.
Il mio intento non è quello di fare polemiche perché oggi sono la cosa meno necessaria, proprio alla vigilia dell’inizio della discussione sulle unioni civili in Senato, prevista per il 26 gennaio. Il problema non è personale ma culturale, ed è un problema decisivo per il futuro della presenza pubblica dei cattolici italiani.
Il mio scopo è quello di rispondere alla domanda che molti amici si fanno in queste ore: è necessario e utile ritornare in piazza per dire pubblicamente le ragioni della famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna e quindi ribadire il no a equipararla a ogni altra unione, come avvenne con il Family day del 2007 contro i Dico e come è avvenuto il 20 giugno scorso contro il ddl Cirinná?
Nel 2007 gli unici cattolici ostili al Family day furono i “cattolici adulti” di ispirazione dossettiana,