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mercoledì 11 agosto 2021

 


TRANSITO DELLA MADRE S.CHIARA
Poi, facendosi più vicino il Signore e già quasi stando sulla soglia,
Chiara vuole che le stiano accanto sacerdoti e frati spirituali, che le
ripetano la Passione del Signore e sante parole. E appena tra di essi le
appare frate Ginepro, famoso per saper vibrare ardenti giaculatorie al
Signore, con calde parole dal cuore, animata da rinnovata letizia gli
chiede se abbia lì pronto qualcosa di nuovo riguardo al Signore. Ed egli,
aprendo la bocca, dalla fornace del cuore ardente libera fiammeggianti
scintille di parole, e la vergine di Dio trova grande consolazione nelle
sue parabole.
Infine si volge alle figlie in lacrime, raccomandando loro la povertà del
Signore e ricorda lodando i benefici divini. Benedice devoti e devote
sue e implora larga grazia di benedizione su tutte le Donne dei
monasteri poveri, sia presenti che futuri. Chi potrebbe narrare il resto,
senza piangere?
Sono lì presenti quei due benedetti compagni del beato Francesco, dei
quali uno, Angelo, lui stesso in lacrime, consola le afflitte; l’altro,
Leone, bacia il giaciglio di Chiara morente.
Volgendosi poi a se stessa, la vergine santissima parla silenziosamente
alla sua anima:
Va’, sicura e in pace, anima mia benedetta.
Va’, poiché Colui che t’ha creato e santificato, ti ha amato sempre teneramente,
come la madre il suo figliolino.
Benedetto si’ Tu, Signore,che mi hai creata!
Ti ha amato sempre…
Interrogandola una delle sorelle a chi stesse parlando, rispose: “Io parlo
all’anima mia benedetta”. E ormai quella gloriosa scorta non era molto
lontana. Volgendosi infatti a una figlia, le domanda: “Vedi tu il Re della
gloria, che io vedo, o figlia?”.
Su un’altra pure si posò la mano del Signore e con gli occhi del corpo
vide tra le lacrime una beatificante visione. Trafitta invero dal dardo di
un profondo dolore, volge lo sguardo verso la porta della casa: ed ecco,
entra una schiera di vergini in bianche vesti e tutte hanno ghirlande
d’oro sul capo. Si avanza tra loro una più splendente delle altre, dalla
cui corona, che appare alla sommità come un turibolo traforato,
s’irradia un tale splendore da mutare in luce del giorno l’oscurità dellanotte tra le pareti della casa. Si avvicina al lettuccio, dove giace la
Sposa del Figlio e, chinandosi su di lei con tenerissimo amore, le dona
un dolcissimo abbraccio. Le vergini distendono un pallio di
meravigliosa bellezza e, tutte a gara servendo, rivestono il corpo di
Chiara e ne adornano il talamo.

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