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venerdì 20 marzo 2015

Blasfemia con i soldi pubblici Basta indignarsi?

di Lorenzo Bertocchi                                                   20-03-2015 

Una scena dello spettacolo blasfemo al Cassero di BolognaI sostenitori del Cassero, famoso circolo del mondo gay felsineo, dicono di essersi ispirati alla nota rivista satirica francese Charlie Ebdo, quella che ha subito la terribile strage da parte dei fondamentalisti islamici appena un mese fa. Proprio in quella tragica occasione ci fu modo di discutere a livello planetario sui confini della libertà, quella di espressione sopratutto. Anche sul concetto di blasfemia, cioè dell'offesa del sentimento religioso delle persone, e, più in generale, di cosa sia la libertà religiosa.
Il dibattito evidentemente non ha sortito grandi effetti, visto il tristissimo spettacolo mandato in onda dal circolo Arcigay bolognese. La comunità Lgbt ha realizzato la serata “Venerdì credici”, una kermesse in cui, oltre allo spazio per lo “sbattezzo point”, c'erano tutti gli ingredienti per una “notte blasfema e scaramantica”. Le foto che sono emerse dal post serata sono molto esplicite, quella che ha fatto più discutere si ispira effettivamente a una nota vignetta del giornale satirico francese, ossia quella in cui Padre, Figlio e Spirito Santo venivano oscenamente ritratti mentre compivano atti sessuali. A Bologna la foto che ha fatto più discutere, ma francamente non si sa
quale scegliere dal mazzo, è quella che vede tre giovani con una corona di spine insieme ad altri due che dovrebbero rappresentare i ladroni. Questi sono tutti impegnati in atti omosessuali, utilizzando anche la croce cristiana.
Il consigliere regionale del Pd Giuseppe Paruolo ha fatto notare che già si tratta di «iniziativa discutibile se fatta a casa e a spese proprie, ma certamente indegna di essere sostenuta da risorse pubbliche». Già, perché il Comune di Bologna, insieme ad altri enti locali, sono anni che sostiene in varie forme, comprese quelle pecuniarie, le attività del Cassero. Anche il sindaco Merola, che tanto si è battuto per le unioni civili, ha dovuto battere segno. «Il Cassero», ha detto, «si assuma la responsabilità di una grave offesa, che ha molto più del volgare e provocatorio». Sarebbe interessante chiedere ai consiglieri cattolici del Pd che oggi, giustamente, alzano la voce, cosa pensano di certi finanziamenti pubblici e di certe iniziative.
Intanto i consiglieri comunali Lisei, Bignami (Forza Italia) e Castaldini (Ncd) hanno presentato denuncia per delitto di offesa mediante vilipendio ad una confessione religiosa (art. 404 Codice penale) e per contravvenzioni relative agli art. 725 e 726 sempre del codice penale in merito ad atti contrari alla pubblica decenza. La consigliera Valentina Castaldini ha dichiarato alla Nuova Bussola che, insieme agli altri consiglieri, «presenteremo un ordine del giorno in consiglio comunale per chiedere che venga cessata la convenzione con il Cassero e perché cessi anche la concessione dei vari contributi elargiti. Per questo ci aspettiamo una mano anche dai nostri colleghi del Pd che in questi giorni hanno fatto sentire la loro voce. Vedremo se alle parole seguiranno fatti concreti».
Ma le parole più chiare le ha espresse il cardinale Caffarra. «Le fotografie della serata “Venerdì credici” al Cassero di Bologna sono un insulto di inarrivata bassezza e di diabolica perfidia a Cristo in Croce». E poi il passaggio che deve far riflettere di più. «Addolora», scrive Caffarra, «ma non stupisce, costatare con che dispiegamento di forze si cerca di far passare l’idea che il cristianesimo e il cattolicesimo in particolare, siano i nemici della libertà, delle giuste rivendicazioni, del progresso scientifico, della laicità, della democrazia. Ogni ideologia che non riesce a farsi alleata la Chiesa, la perseguita ferocemente, sia uccidendo i cristiani sia insultando ciò che essi hanno di più caro. E vede giusto: in una Chiesa fedele al Vangelo non troverebbe mai l’appoggio incondizionato e cieco, di cui ogni menzogna ha bisogno per sopravvivere».

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