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lunedì 30 marzo 2015

Via Crucis dei cristiani Undicesima stazione: Maiduguri (Nigeria)

di Anna Bono                                  30-03-2015
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Proteste per le ragazze rapiteNell’aprile del 2014 oltre 200 studentesse cristiane, di età tra i 16 e i 18 anni, sono state rapite in un collegio della Nigeria da Boko Haram, il movimento integralista islamico che combatte per imporre la legge coranica nel paese. Poche settimane dopo il sequestro è stato diffuso un video che le mostrava ricoperte dal niqab, il velo islamico.

Il leader del gruppo, Abubakar Shekau, sosteneva nel video che si erano tutte convertite all’islam e che sarebbero state maritate a dei combattenti o vendute come mogli a degli islamici. Si ritiene che alcune ragazzine vengano usate come bombe umane nei frequenti attentati dinamitardi compiuti da Boko Haram. Ma non si saprà mai il loro destino nè quello delle molte altre donne cristiane rapite nel corso degli anni.
Da agosto Boko Haram controlla un vasto territorio nel nord est del paese: un Califfato che da poco ha giurato fedeltà allo Stato Islamico. Nella diocesi di Maiduguri, che comprende molti dei territori occupati e minacciati dai jihadisti, si contano almeno 50 chiese distrutte, 200 abbandonate, quattro conventi anch’essi chiusi. Oltre metà dei sacerdoti della diocesi sono stati costretti a fuggire. “Gli estremisti – ha raccontato il vescovo di Maiduguri, monsignor Oliver Dashe Doeme – ti puntano la pistola o il coltello e ti dicono che se non ti converti verrai ucciso. Tanti miei fedeli sono stati uccisi per essersi rifiutati”. Molti altri – nell’ordine di migliaia – sono morti uccisi a colpi d’arma da fuoco, trucidati, bruciati vivi durante i raid dei terroristi. Circa metà dei cristiani sono sfollati. Quelli intrappolati nel Califfato vivono nel terrore. “I nostri cristiani – ha detto di recente il responsabile delle comunicazioni della diocesi di Maiduguri – stanno veramente pagando il prezzo della loro fede”. 

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