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domenica 29 marzo 2015

Via Crucis dei cristiani Decima stazione: Bogor (Indonesia)

di Anna Bono                           29-03-2015

In Indonesia la persecuzione contro i cristiani – circa 36 milioni su una popolazione di 255 milioni – si manifesta anche con vessazioni e divieti continui, tra i quali il complesso iter burocratico imposto ai cristiani per la costruzione di edifici religiosi a causa dei quali possono trascorrere anni prima che si ottengano tutte le autorizzazioni. Trattandosi di luoghi di culto, è inoltre necessario il nulla osta dei residenti e del locale gruppo per il dialogo interreligioso.
Nel 2014, per i terzo anno consecutivo, la comunità protestante della Yasmin Church di Bogor è stata costretta a celebrare il Natale senza la propria chiesa perché da anni le autorità, su richiesta della popolazione islamica istigata da gruppi integralisti, ne hanno interrotto la costruzione con il pretesto di irregolarità nei permessi di costruzione. Per niente demoralizzati, i cristiani di Bogor hanno deciso di ritrovarsi all’aperto e in luoghi d’emergenza. Per protesta, inoltre, ogni 15 giorni svolgono i servizi domenicali davanti al palazzo presidenziale nella vicina Giacarta. Nel 2013 e nel 2014 la comunità ha celebrato il Natale sul terreno della chiesa in costruzione in una struttura riparata da un tetto ma priva di mura, mentre centinaia di agenti di polizia  tenevano a bada una folla intenzionata a impedire lo svolgimento delle funzioni.

Molte speranze si ripongono nel presidente Joko Widodo, in carica da ottobre, per le sue dichiarazioni in favore delle minoranze religiose. Ma gli integralisti islamici rappresentano una seria minaccia specialmente in alcune provincie del paese. Sono presi di mira in particolare i musulmani convertiti al Cristianesimo. Nel 2014 più di 30 chiese cristiane di varie denominazioni sono state costrette a chiudere o sono state attaccate.

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